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Archive for the ‘Politica’ Category

Un milanese incontra un napoletano.

21 marzo 2012 1 commento

Uè terùn, te se propri un pirla! Avec ul coo d’una gajna, ciaparàtt! Ma basta con ‘sta Camorra! Eh che io sto qui a laurà per ti! Ma va a ciapal in del lisca!”

“Cumpagn mio, invece e’ pensà a me e a’ cazzi miei, forse è mo’ ca’ riflett nu’ poco e’ cchiu’ a’ cazzi tuoi, ca’ ultimamènt a Milano si vedono cchiu’ ladri ca’ allenator dell’Intèr.”

Ufficiali le dimissioni del Premier

9 novembre 2011 1 commento

Dal nostro inviato

ROMA – Salirà oggi al Quirinale il Presidente del Consiglio per rimettere definitivamente il proprio mandato nelle mani del Capo dello Stato. L’incontro avviene al termine di una settimana interminabile, caratterizzata dagli accesi dibattimenti sia a Montecitorio sia a Bruxelles, luogo in cui hanno trovato conferma le perplessità dell’Europa nei confronti della situazione politica ed economica italiana.
Cala il sipario, quindi, su un uomo che per quasi due decenni è stato al centro non solo della scena politica, ma che ha avuto modo di influenzare la cultura popolare fino ad entrare a far parte della quotidianità di ognuno di noi.
Un uomo controverso, che fin da subito ha spaccato l’opinione pubblica e che oggi vede, per la prima volta da quando è al potere, quei consensi che finora avevano resistito agli attacchi politici, ai guai giudiziari e alle perplessità internazionali, polverizzarsi di colpo di fronte all’ormai incontestabile agonia in cui versa il nostro Paese.
Si dimetterà questa sera, quindi, e pare abbia rinunciato ad una nuova candidatura confidando che il suo successore, chiunque egli sia, non avrà problemi a conquistare la maggioranza degli Italiani in tempo per la prossima chiamata alle urne.
Nel frattempo è partito il corteo di manifestanti con a capo le forze d’opposizione e le organizzazioni sindacali che presumibilmente si dirigerà al Colle, dove è già stato approntato un servizio d’ordine volto a monitorare l’ormai abituale lancio delle monete che, come fu per Craxi e Berlusconi, sarà riservato anche stavolta al Premier dimissionario; l’iniziativa è comunque a rischio poiché il corteo sembra essere partito di nuovo in forte ritardo.

Seguiranno aggiornamenti.

Roma, 10\11\2031

Chi non ruba è un cretino.

7 febbraio 2011 Lascia un commento

Quando sento che il mio cellulare squilla, mi viene spontaneo rispondere senza guardare chi è che chiama. Claudia infatti mi rimprovera sempre: «Ma perché non guardi prima di rispondere?». Ha ragione, ma il mio è quasi un riflesso condizionato. Al primo squillo, a volte anche prima del primo squillo, è come se una scossa elettrica mi scaraventasse sul piccolo mostro per gridare con forza: «Pronto, chi è che parla?!?». «Ciao Adriano. Sono Beppe!». «Ah, ciao Beppe!». Era Grillo. Sì ogni tanto ci sentiamo per scambiare due chiacchiere sul mondo. Del resto l’Europa l’avevamo già trattata quando mi invitò nella sua casa al mare.
Adriano: «Come stanno le cinque stelle, brillano?».
Grillo: «Non solo brillano ma fanno scintille colorate, io sono proprio contento».
Il suono della voce che arriva dall’altro capo del telefono infatti non tradisce.
È quello di chi è fiero e orgoglioso del lavoro che ha fatto.
Grillo: «Il mio – dice – è un movimento che ormai cammina con le proprie gambe e si rigenera proprio nella forza dei giovani. Sono più di trecento quelli che entreranno come consiglieri comunali nei maggiori comuni d’Italia, e ognuno è ultracompetente nel suo ramo. A Bologna ne abbiamo due e sono bastati per bloccare la costruzione di una centrale nucleare. Questo è solo un esempio per farti capire quanto sia importante la nostra lenta ma inesorabile penetrabilità nei comuni».
Adriano: «Come posso non capirlo! Sono loro, i comuni, i maggiori responsabili dello sfacelo. I grandi devastatori di ciò che era la nostra bella Italia. Basta dare un’occhiata alle orripilanti ferite MORTALI che i genitori di Frankenstein (sindaco Moratti e Formigoni) hanno inferto alla città di Milano. La stanno DISSANGUANDO con la scusa di fare più case per la gente, ma in verità sono eleganti loculi tombali dove i milanesi, ormai indifferenti a tutto, moriranno di CANCRO. È di poche ore infatti l’approvazione dei nuovi CAMPI di STERMINIO, da parte del comune di Milano. Più di 7 milioni di metri quadrati apriranno le porte al CEMENTO.
Grillo: «Sapevo che parlando dei comuni avrei toccato un tasto a te molto caro».
Adriano: «Solo che… bisognerebbe trovare il modo di velocizzarla un po’».
Grillo: «Che cosa?».
Adriano: «La tua penetrabilità nei comuni…».
Il tempo di un sospiro e nel suo entusiasmo avverto come una leggera smagliatura.
Grillo: «Già… ma noi non prendiamo soldi da nessuno e i giornali e le televisioni se ne guardano bene dall’informare la gente sui nostri successi. Nelle cinque regioni in cui ci siamo presentati, Campania, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia ci hanno votati in 500 mila. Per legge avevamo diritto a un rimborso spese di un milione e 400 mila euro che lo Stato voleva darci, ma che noi abbiamo rifiutato in segno di protesta contro una legge che finanzia le campagne elettorali togliendo i soldi ai cittadini».
Adriano: «E allora come fate? Anche voi avrete bisogno di soldi, per pagare il personale, gli spostamenti, i permessi…».
Grillo: «Vedo che sei bravo a fare le domande…».
Adriano: «Nel senso che stavolta non c’è una risposta?».
Grillo: «C’è, eccome! È stabilito che un consigliere regionale abbia diritto a uno stipendio di 8 mila e passa euro al mese e tu non puoi rifiutarli, se te li danno li devi prendere. Ma siccome il movimento delle CINQUE STELLE ha il senso della misura, ha calcolato che 2.500 euro al mese sono più che sufficienti per un consigliere regionale».
Adriano: «E degli altri 6.000 cosa ne fate?».
Grillo: «Vengono reinvestiti in un conto deposito dove di volta in volta potranno servire per sovvenzionare il nostro parlare alla gente che purtroppo, come tu sai, ha un costo dal quale non ci si può sottrarre. Del resto anche i politici, credendo di dare il buono esempio, si sono ridotti lo stipendio. Ma con una leggera differenza: prendendo per il culo gli italiani han pensato di abbassarsi del 10% i loro 19mila e passa Euro mensili. Come vedi, nel loro 10% regna quel 90% di ipocrisia invece completamente AZZERATA dalla nostra autoriduzione che è quasi del 75%».
Adriano: «Non c’è dubbio che quello che stai facendo è bello e altamente nobile. Ma il Potere, purtroppo, oltre a essere quella brutta bestia che è, è anche molto ricco… coi soldi lui può comprare qualunque cosa in grado di schiacciarti».
Grillo: «Certo il Potere potrà schiacciarmi e magari lo farà anche, ma nessuno potrà fermare la macchina delle CINQUE STELLE. Essa è ormai un virus innescato in questa società sfaldata. Un virus che come le STAMINALI è capace di rigenerare e quindi riconvertire in bene tutto ciò che è moralmente malato e che soprattutto concerne l’animo, la coscienza, la sfera spirituale e non ciò che è fisico e reale. Un virus, quindi, destinato ad espandersi contro tutte le ricchezze corrotte del mondo».
Adriano: «Però sempre un progetto, a quanto pare, dai risultati lenti…».
Grillo: «Lenti ma inesorabili… perché tu, tanto per restare nel tuo linguaggio, ne conosci forse uno più rock?».
Adriano: «Sì, ma non lo dico. Non lo capiresti tu, figuriamoci i politici».
Grillo: «Senz’altro i politici non lo capirebbero e magari neanche io, ma la gente forse lo capirebbe…».
Adriano: «Sì, certo lo capirebbe… la gente ha bisogno di uno SCATTO. Uno scatto che gli indichi la DIREZIONE. Quella direzione ormai remota e persa tra le pieghe di un sogno purtroppo svanito. Uno scatto che comporterebbe senz’altro dei sacrifici ma a mio parere salutari perché, pur nel sacrificio, saremmo legati l’uno all’altro nella conquista di un nuovo modo di vivere. E il motivo per cui oggi l’uomo soffre sta proprio nel fatto di sentirsi slegato dagli altri in mezzo a tanta gente. È come se tutti ci addentrassimo in un sentiero che dobbiamo per forza percorrere, senza però alcun interesse per la meta a cui esso ci porta. Per cui sei tu quello veramente rock, hai saputo accendere una scintilla lenta ma inesorabile che divamperà quando meno te lo aspetti in un incendio purificatore, inestinguibile».
Grillo: «Però non mi hai ancora detto in cosa consiste lo scatto di cui parlavi».
Adriano: «Forse perché non ho ancora ben chiaro a quale scombussolamento esso ci porterebbe e da che parte eventualmente si dovrebbe cominciare…».
Grillo: «Non so cosa hai in mente, forse un giorno me lo dirai, ma il sentiero da percorrere purtroppo è tutt’altro che facile. È pieno di buche e di salta fossi, di ipocrisie, di politici che si vendono per pagare un mutuo o per avere una fiction in più e di altri che non si vendono, che vorrebbero davvero contribuire per il bene del Paese. Però sbagliano come ha fatto Veltroni, il quale non si accorge che nel momento in cui rilancia la patrimoniale automaticamente regala un milione di voti a Berlusconi. È così che vuol farlo cadere?».
Adriano: «Pensi che cadrà?».
Grillo: «Coi fatti dell’ultima ora certo non è messo tanto bene, ma se si andasse a votare, conoscendo gli italiani, c’è il rischio che possa essere rieletto. Tu pensi qualcosa di diverso?».
Adriano: «Il rischio effettivamente c’è. L’unica cosa che temo è che se ciò accadesse credo che lo stato di confusione in cui ora versa il Paese non si attenuerebbe, ANZI…».
Grillo: «Comunque il problema non è più Berlusconi, cade o non cade, lui ormai rappresenta il passato. Il problema vero invece è la caduta dell’economia. Il debito pubblico dell’Italia sfiora i 1.900 miliardi di Euro e continua ad aumentare. Una legge elettorale che non permette ai cittadini di eleggere direttamente il proprio rappresentante.
Più che un nuovo leader abbiamo bisogno di un curatore fallimentare che prendesse dei provvedimenti drastici: un tetto alle pensioni, abolire le Province, accorpare i comuni e abolire il doppio e triplo incarico dei nostri parlamentari… Matteoli, tanto per citarne uno, è contemporaneamente ministro e sindaco e come lui ce ne sono altri e questo non fa bene al Paese».
Adriano: «È incredibile come l’Italia sia ridotta a un vero e proprio groviglio di conflitti di interesse. Francamente penso che questa malattia, brutta malattia, abbia seriamente intaccato la natura degli italiani. Credo che, oltre al curatore fallimentare, noi italiani, ma non soltanto noi, abbiamo bisogno di un curatore ANIMALE, nel senso dell’ANIMA. Un curatore che ci insegni a ritrovare la via dell’onestà fin dalle piccole briciole. Come diceva Gesù: “Se già nel piccolo si è onesti, a maggior ragione lo si è nel grande”».
Grillo: «Sarà… ma io credo che i corruttori iniziano a essere disonesti proprio quando le briciole cominciano a diventar pagnotte. Io non so se Gesù l’ha detta veramente questa cosa, ma se proprio l’avesse detta mi permetto di pensare che forse quel giorno doveva essere leggermente distratto da quei tipi poco raccomandabili di bell’aspetto fuori, ma putridi dentro».
Adriano: «Poniamo il caso che tu sia il mio datore di lavoro. Oggi, giorno di sabato, nel riscuotere la paga mi accorgo che per errore mi hai dato 5 euro in più del dovuto. Se faccio finta di niente e tiro dritto, dentro di me mi vergogno anche se si tratta di una miseria. La mia coscienza subito mi direbbe che se già comincio a rubare le cose che neanche mi servono, figuriamoci cosa farò quando il bottino sarà molto più grande e desiderabile. Gesù, quindi, ci sta semplicemente dicendo che per praticare l’arte dell’onesto cittadino come anche quella del ladro è necessario un certo allenamento. Per cui se fin da piccoli ci alleniamo a rubare, non dobbiamo meravigliarci se poi da grandi, si forma in noi la malsana idea che CHI NON RUBA è un CRETINO».

Adriano Celentano, Corriere dalla Sera (07/02/2011)

Il mestiere del minimizzatore

24 gennaio 2011 3 commenti

Il marziano e il minimizzatore
Un dialogo sul Pianeta Italia

Sceso sul Pianeta Italia, un Marziano incontra un Minimizzatore. Ce ne sono di due tipi, gli avevano spiegato nel corso di preparazione Strip (Stranezze terrestri reperibili in Italia particolarmente): i minimizzatori volontari e i minimizzatori forzati. I primi sono più interessanti. Non difendono vita e opere recenti del Presidente B. per dovere di partito o obbligo aziendale. A muoverli è altro. Il Marziano, affascinato, vuole sapere cos’è.
Minimizzatore: Guardi, non è successo niente.
Marziano: Dove, scusi?
Min: Ad Arcore, a Palazzo Grazioli, a Villa Certosa, a Palazzo Chigi. Niente.
Mar: Per questo l’Italia pare bloccata da anni, mentre il mondo va avanti?
Min: Non faccia il marziano comunista. Intendo dire: non è successo niente di improprio.
Mar: Scusi, li ha letti i racconti delle ragazze? Siamo arrossiti anche sul pianeta rosso.
Min: Quelle intercettazioni sono un abuso!
Mar: Mettiamo anche. Ma adesso lei, quelle cose, le sa.
Min: È come se non le sapessi. Non posso accettare che la privacy venga violata in questo modo.
Mar: Guardi che un’indagine della magistratura non è una violazione della privacy.
Min: Allora è una trappola, un agguato, un complotto, una persecuzione, un golpe.
Mar: Quindi il Presidente B. non ha colpe?
Min: Non è un santo, d’accordo. Colpe? L’imprudenza: doveva stare più attento.
Mar: Ma in questo modo lei non solo giustifica i baccanali, ma invita a nasconderli.
Min: Baccanali, baccanali… Sono feste. In casa propria uno fa quello che vuole, no?
Mar: A me sembrano cose da basso impero.
Min: Che colpe ne ha lui se non è alto? Comunque: lavora molto e deve rilassarsi, lo ha spiegato.
Mar: Rilassarsi? Pensavo che voi terrestri, a quell’età, prendeste le tisane.
Min: Sa una cosa? Lei è fondamentalmente un fondamentalista. Ha visto come i colonnelli del Pdl lo hanno appoggiato? Con che passione, vigore, lealtà? E il ministro Maroni? Guardi, ho qui l’sms di Tim Spot: «Basta tette e culi. Ora i problemi del Paese».
Mar: Be’, era ora che qualcuno glielo dicesse, al Capo.
Min: Vede? Come si può ragionare? Lo capisce che senza Berlusconi è il caos?
Mar: Be’, anche adesso non si scherza.
Min: Basta, con lei non parlo più.
Mar: Che mestiere fa, signor Minimizzatore? Dove vive? È cattolico?
Min: Sono un libero professionista. Lombardo. Cattolico. E conservatore.
Mar: Mi faccia capire: un professionista lombardo, cattolico e conservatore, difende quello stile di vita? Ma se fino all’altro ieri, appena sentivate parlare di sesso extraconiugale, gridavate come ossessi! Si sentivano le urla nell’iperspazio.
Min: Le donne del proprio corpo fanno ciò che credono. E gli uomini si sa: tutti cacciatori. Segretamente, molti italiani vorrebbero essere come il Presidente B. Ecco cosa sono i suoi accusatori: invidiosi.
Mar: Ma B. ha sempre detto di essere per i valori della famiglia. Perfino su Marte abbiamo sentito parlare del Family Day. Non capivamo perché, per difendere la famiglia italiana, parlaste in inglese. Sapevamo però che il Popolo della Libertà era alla testa del movimento.
Mer: La coerenza non è l’unico metro di giudizio. Guardiamo le dichiarazioni, invece. Bisogna credere alle persone: presunzione di innocenza, il marchio del vero liberale. Ha sentito ieri Emilio Fede? «Alle cene mai visto niente di trasgressivo».
Mar: Pure bendati?
Min: Vede che lei è un marziano comunista? Comunista e malizioso. Le ragazze venivano aiutate perché il Presidente è generoso.
Mar: Ce ne fosse una brutta, però.
Min: Le andrà a prendere su Venere. Ah ah. Piaciuta la battuta, caro extraterrestre?
Mar: Mi perdoni: alcune erano giovanissime. Una addirittura minorenne.
Min: Chi, Ruby? Ma l’ha vista? Le sembra una bambina? Sa cosa dicono in Brasile? Quando c’è il peso…
Man: Cosa sta dicendo? Ma che esempio date ai ragazzi? A lei piacerebbe che sua figlia frequentasse persone quattro volte più anziane di lei, e ricevesse in cambio dei soldi?
Min: Cosa c’entra mia figlia? Comunque anche lei frequenta persone anziane e la pagano. È architetto.
Mar: Immagino mostri i progetti e non le mutande.
Min: Lei non è un marziano, è un marxiano. Voi rossi pensate che le donne in gamba debbano essere brutte. Invece possono essere belle, sexy e intelligenti. Guardate le donne al governo! Credete siano lì solo perché sono avvenenti? Ha sentito come hanno difeso il loro Presidente? Ognuna nel suo avamposto televisivo, a lottare contro gli infedeli!
Mar: Un’ultima cosa, signor Minimizzatore. Voi di destra avete sempre professato obbedienza e rispetto per la Chiesa, e adesso difendete il bunga bunga. A quelli di sinistra è sempre importato poco di preti e vescovi, e adesso sono lì che aspettano frementi l’opinione del Consiglio episcopale. Certo che siete strani, in Italia.
Min: L’ha capito adesso?

Beppe Severgnini, Corriere della sera 24 gennaio 2011

In nome del popolo italiano

20 gennaio 2011 Lascia un commento

Un pensiero.
Un pensiero a chi da giorni è attaccato, insultato, screditato, vilipeso, indebitamente appellato, affrontato con ogni mezzo, uno più laido dell’altro, più vile, più subdolo e subliminale, un pensiero a chi viene fatto passare dalla parte dei cattivi ed è li che viene fatto restare, un pensiero a chi da giorni fa con spirito d’abnegazione il proprio mestiere e, quasi mai, viene difeso.
Le procure lavorano nell’ombra da sempre per difendere un popolo che forse non cambierà mai, che forse quello che merita lo ha già, un popolo che vive di modeste soddisfazioni, ma che da sempre, e sempre inconsapevolmente, continua a vivere su scelte, pesanti, compiute da altri.
Nel film “In nome del popolo italiano” Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman inscenano il dramma dei giorni nostri… dei giorni di ieri… Il nostro dramma.
Chi lo ha visto spero comprenda di cosa sto parlando, a chi non lo ha visto auguro di cuore di riuscirci quanto prima.

Cambio di prospettiva

15 gennaio 2011 3 commenti

Ad un certo momento della sua vita Patch incontra Arthur che gli mette davanti quattro dita e gli chiede: “quante dita vedi?”
Patch, come noi, si ostinava a concentrarsi sul problema e non poteva che rispondere: “quattro…”
Silvio Berlusconi pare muovesse un giro di prostituzione minorile di cui forse egli stesso beneficiava; oggi è arrivata la notizia e tutti noi ci stiamo focalizzando (di nuovo) sul problema. Siamo tutti concentrati sul complotto della magistratura, sul tempismo della giustizia, sull’utilizzatore finale, sullo scandalo e la vergogna, su un reato infame, sull’infondatezza delle accuse. Tutti coscienti di svolgere il proprio dovere di cittadino informato ed informante, cercando di cavar fuori l’interpretazione più azzeccata, quella inattaccabile e, per i più audaci, quella vera.
Ci focalizziamo sul problema, come Patch, e come lui sbagliamo risposta.
Forse aveva ragione Arthur, forse il problema non è poi così importante, forse se i problemi seguitano a presentarsi ciclicamente continueranno ad essere importanti solo finchè non si presenterà il successivo. Guardando oltre, però, la prospettiva cambia. Oggi è facile sparare a zero su Berlusconi, oggi siamo tutti anti-berlusconiani, oggi qualcuno si sentirà ancora più orgoglioso di non averlo mai votato, ma sono considerazioni sterili perché la chiave di lettura è un’altra: oggi via Berlusconi, ma domani?
Qualche anno fa Mussolini salì al potere e l’Italia si divise tra i suoi sostenitori e i suoi detrattori, tra chi lo considerava un delinquente e chi un grande statista; ad oggi tutti sappiamo come andò a finire ma molti vorrebbero ancora dedicargli delle vie.
Mussolini cadde rovinosamente e nel 1947 Andreotti diventa sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: rimarrà in Parlamento fino ad oggi, attraversando gli anni di piombo, Gladio, il caso Calvi e quello Moro.
Il comunismo quindi cadde rovinosamente, venne così il tempo di Craxi e l’Italia si divise tra i suoi sostenitori e i suoi detrattori, tra chi lo considerava un delinquente e chi un grande statista; ad oggi tutti sappiamo come andò a finire ma molti vorrebbero ancora dedicargli delle vie.
Craxi cadde rovinosamente, venne Berlusconi e l’Italia si divise tra i suoi sostenitori e i suoi detrattori, tra chi lo considera un delinquente e chi un grande statista; ad oggi non si sa ancora come finirà ma a questo punto dovrebbe essere facilmente ipotizzabile.
Berlusconi cadrà rovinosamente, ma molti gli vorranno comunque dedicare delle vie, eppure ci ostiniamo a focalizzarci su un nuovo scandalo, una nuova crisi, l’età di Ruby, le dichiarazioni della D’Addario, la festa di Noemi, tutti fatti di una vita privata che nulla hanno a che fare con la cosa pubblica. L’epoca di Berlusconi finirà, vuoi politicamente vuoi fisiologicamente, ma abbiamo mai pensato a cosa verrà dopo?

Il manifestante

15 dicembre 2010 5 commenti

Due parole. Ieri sono stato alla manifestazione. Dovere di cronaca, curiosità, protesta, mettiamola come ci pare, fatto è che sono stato alla manifestazione.

Ho visto molta gente, giovani soprattutto, giovanissimi in molti casi. Ho visto chi ci credeva davvero, chi non aveva colore politico ma solo voglia di manifestare pacificamente il proprio sacrosanto dissenso, chi non aveva bandiere di partito, non cantava “O bella Ciao” e non aveva minacciose bottiglie di birra o vino in mano, che non si sa  mai se sono più pericolose piene o vuote. E poi ho visto caschi con la visiera tirata giù, mazze, pietre, petardi e bombe carta . Sono passato accanto ad aliti incommentabili, ho sentito dire “se non si levano voi spingeteli” oppure “rimanete nei ranghi” neanche si fosse in guerra.  Ho visto uno studente piangere alla vista dei primi lanci di oggetti contro la polizia, “avete rovinato tutto!” l’ho sentito gridare. Molti li chiamavano “i soliti quattro idioti” che vogliono fare casino e per questo “mettono nella merda tutti” ma ho subito osservato che non erano quattro, ma file e file di ragazzi con il volto celato e pezzi di plastica arrangiati a scudi di guerra alla bene e meglio; non solo i black bloc arrivati soprattutto dopo,  ma centinaia, fra giovani e meno giovani, che ti sfilavano veloci al fianco con inequivocabili tenute belliche, l’aria severa e un po’ intollerante, la stessa che assume un impiegato indaffarato quando passa davanti ad un ozioso collega. Ho visto manifestanti litigare fra di loro, darsi spintoni, sfidarsi a chi ha più palle. Ho visto fiamme e sangue, lacrimogeni e vernice, calci e pugni, scorrere fra persone senza un volto, senza un’identità, con un’idea nella testa impossibile da interpretare. A fine giornata alcuni penseranno che quello che si è visto oggi non ci rappresenta, altri penseranno che meglio di così non poteva andare e si coccoleranno le superficiali ferite sentendosi uomini. La giornata si è conclusa con 90 feriti e 40 fermi. Nient’altro.