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Punto Basket – Speciale Eurolega


Inizia oggi il week end decisivo per sapere chi salirà, da vincitore, sulla cima del Montjuìc. La notizia è che non ci saranno i padroni di casa a fare i dovuti onori. Già perché il FCB Barcellona, campione uscente, ritenuta a inizio stagione la più forte, al pari dei colleghi calciatori, non ce l’ha fatta a superare i greci del Panathinaikos, e ha visto sfumare il sogno di vincere il massimo alloro sullo sfondo della propria città. L’ uscita di scena dei blaugrana, accreditabile, fra le altre cose, al non ottimale stato di forma di Ricky Rubio, gioiellino proveniente dalla cantera, forse distratto da voci provenienti dall’altra parte dell’Atlantico, lascia spazio ad un finale di torneo quantomai incerto. Di seguito, un’analisi sulle quattro compagini rimaste a contendersi il titolo di regina d’Europa.

Montepaschi Siena L’occasione è ghiotta. Per la truppa di Pianigiani, che ha dominato in lungo e in largo i parquet italiani negli ultimi anni, si prospetta, finalmente, la possibilità di entrare nell’Olimpo della palla a spicchi europea. I toscani sembravano destinati, dopo la prima partita dei quarti, al ruolo di sparring partner per il ben più quotato Olympiacos. Ma dopo quella gara il Montepaschi ha messo in mostra i muscoli, sfoderando tre prestazioni epiche e rimandando a casa i finalisti dell’anno passato. Eroe della serie è stato senz’altro Marko Jaric, uno dei migliori giocatori visti in Europa negli ultimi dieci anni, passato poi in NBA senza lode e senza infamia, e approdato a Siena dopo un’annata difficile al Real di Ettore Messina. Ingaggiato per sopperire all’assenza per infortunio di Bo McCalebb, il serbo sembava non essere più in grado di eguagliare i fasti del passato. Invece, insieme al ritrovato Malik Hairston, sono stati decisivi per l’approdo alle Final Four. Il vero punto di forza è però la vecchia guardia: Kaukenas, Lavrinovic, Zisis e Stonerook. In particolare il capitano, vero fenomeno della squadra, è una testa che ragiona a velocità doppia rispetto agli altri, e quando serve è in grado di mettere punti decisivi da dietro l’arco. Insieme ai “nuovi” Rakovic, Moss e McCalebb (sarà fondamentale il suo recupero), oltre che i sopraccitati Jaric e Hairston, formano una squadra che può mettere in difficoltà chiunque.

Panathinaikos B.C. Sono due i nomi che fanno capire alla MensSana che avrà un osso durissimo da rodere. Il primo, Zeljko Obradovic: il coach più vincente in Europa nei tempi moderni, dal ’99 alla guida del Pana, che ha portato alla conquista di 4 titoli di Eurolega e innumerevoli trofei nazionali. Ultima impresa, il capolavoro difensivo messo in scena contro il Barcellona. Il secondo nome è quello di Dimitris Diamantidis: il miglior giocatore del Vecchio Continente, eletto miglior difensore dell’Eurolega dal 2005 al 2009, MVP delle Final Four 2007. Dopo aver vissuto un anno di flessione, che ha colpito tutta la squadra, è tornato con la migliore stagione offensiva della propria carriera, viaggiando ad oltre 17 punti di media nella serie contro i blaugrana. L’impianto della squadra, con Batiste, Nicholas, Perperoglou, Tsartsaris e Fotsis, è lo stesso da anni, e non ha prticolarmente risentito delle partenze di Pekovic e Spanoulis. Anzi, proprio l’addio del play greco ha permesso a Diamantidis di liberare il proprio potenziale anche nella fase offensiva. La sfida con Siena sarà durissima e incerta, e la sensazione è che proprio da questa semifinale uscirà la vincitrice del torneo.

Maccabi Electra Tel Aviv Da diversi anni i gialloblu di Tel Aviv fanno presenza fissa alle Final Four, forti di un palazzetto e di un pubblico che per presenza e calore hanno pochi uguali in Europa. Loro l’Eurolega l’hanno pure vinta, nel 2005 e nel 2006, e sebbene appaiano un po’ più in basso rispetto a Montepaschi e Pana, sono senza dubbio un avversario da non sottovalutare. Il nucleo della squadra allenata da Blatt è costituito da parecchi ottimi israeliani, come Burstein, Eliyahu, Blu e Pnini, insieme al centro greco Schortsanitis e agli americani Pargo e Perkins. Proprio quest’ultimo, decisivo nel corso della stagione, ha però riportato un grave infortunio al ginocchio nell’ottavo contro Vitòria, che lo terrà lontano dal parquet per il resto della stagione. Nonostante abbiano perso questo importante pezzo, il Maccabi resta comunque favorito per la sfida con il Real e, se tale previsione dovesse avverarsi, saranno un ostacolo duro da affrontare in finale.

Real Madrid La squadra con più titoli europei, rimasta orfana a metà stagione di Ettore Messina ed affidata al suo vice Lele Molin, sembra delle quattro rimaste quella meno attrezzata per vincere il torneo, avendo faticato parecchio per avere sconfiggere Valencia, squadra rivelazione, nei quarti. Le grandi spese fatte da Florentino Perez negli ultimi due anni per riportare a Madrid il titolo europeo, che manca dal ’95, non hanno finora condotto ai risultati sperati, neanche con il miglior allenatore in circolazione. Un po’ come sta avvenendo per i colleghi calciatori. Tuttavia loro, i cestisti, una soddisfazione se la sono già tolta, vale a dire la possibilità di giocare la Final Four a Barcellona, mentre i rivali di sempre dovranno guardarsela da casa. Le possibilità delle merengues sono affidate a Tomic, centro croato con un futuro NBA, a Prigioni, play argentino con passaporto italiano, all’ala serba Velickovic e agli spagnoli Suarez e Reyes. Giocare in casa del Barcellona, e potersi guadagnare la rivalsa nei confronti dei blaugrana, potrebbe costituire una marcia in più per gli spagnoli, e in particolare per Sergio Llull, bandiera della squadra, letale da dietro la linea dei tre punti.

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