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Cambio di prospettiva

Ad un certo momento della sua vita Patch incontra Arthur che gli mette davanti quattro dita e gli chiede: “quante dita vedi?”
Patch, come noi, si ostinava a concentrarsi sul problema e non poteva che rispondere: “quattro…”
Silvio Berlusconi pare muovesse un giro di prostituzione minorile di cui forse egli stesso beneficiava; oggi è arrivata la notizia e tutti noi ci stiamo focalizzando (di nuovo) sul problema. Siamo tutti concentrati sul complotto della magistratura, sul tempismo della giustizia, sull’utilizzatore finale, sullo scandalo e la vergogna, su un reato infame, sull’infondatezza delle accuse. Tutti coscienti di svolgere il proprio dovere di cittadino informato ed informante, cercando di cavar fuori l’interpretazione più azzeccata, quella inattaccabile e, per i più audaci, quella vera.
Ci focalizziamo sul problema, come Patch, e come lui sbagliamo risposta.
Forse aveva ragione Arthur, forse il problema non è poi così importante, forse se i problemi seguitano a presentarsi ciclicamente continueranno ad essere importanti solo finchè non si presenterà il successivo. Guardando oltre, però, la prospettiva cambia. Oggi è facile sparare a zero su Berlusconi, oggi siamo tutti anti-berlusconiani, oggi qualcuno si sentirà ancora più orgoglioso di non averlo mai votato, ma sono considerazioni sterili perché la chiave di lettura è un’altra: oggi via Berlusconi, ma domani?
Qualche anno fa Mussolini salì al potere e l’Italia si divise tra i suoi sostenitori e i suoi detrattori, tra chi lo considerava un delinquente e chi un grande statista; ad oggi tutti sappiamo come andò a finire ma molti vorrebbero ancora dedicargli delle vie.
Mussolini cadde rovinosamente e nel 1947 Andreotti diventa sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: rimarrà in Parlamento fino ad oggi, attraversando gli anni di piombo, Gladio, il caso Calvi e quello Moro.
Il comunismo quindi cadde rovinosamente, venne così il tempo di Craxi e l’Italia si divise tra i suoi sostenitori e i suoi detrattori, tra chi lo considerava un delinquente e chi un grande statista; ad oggi tutti sappiamo come andò a finire ma molti vorrebbero ancora dedicargli delle vie.
Craxi cadde rovinosamente, venne Berlusconi e l’Italia si divise tra i suoi sostenitori e i suoi detrattori, tra chi lo considera un delinquente e chi un grande statista; ad oggi non si sa ancora come finirà ma a questo punto dovrebbe essere facilmente ipotizzabile.
Berlusconi cadrà rovinosamente, ma molti gli vorranno comunque dedicare delle vie, eppure ci ostiniamo a focalizzarci su un nuovo scandalo, una nuova crisi, l’età di Ruby, le dichiarazioni della D’Addario, la festa di Noemi, tutti fatti di una vita privata che nulla hanno a che fare con la cosa pubblica. L’epoca di Berlusconi finirà, vuoi politicamente vuoi fisiologicamente, ma abbiamo mai pensato a cosa verrà dopo?

  1. Anonimo
    15 gennaio 2011 alle 18:12

    certamente uno come Mssolini, Craxi o Berlusconi, unica differenza un nome diverso ed un partito diverso ma sempre un uomo con le sue debolezze, le sue virtù e con i suoi interessi personali di fanatismo ed importanza politica, non certamente qualcuno che politicamente vuole il nostro bene e così la storia continua.

  2. Anonimo
    16 gennaio 2011 alle 02:27

    Ma secondo me tocca fare un’analisi diversa, la classe politica non ti capita in dono, in sorte o viene estratta tra stronzi e persone per bene.è solamente un tassello della tua popolazione che va a governarti.per quanto ci si ostini a dire… che questo popolo è meglio della sua classe politica io non lo credo, questo popolo ha la classe politica che meglio lo rappresenta tra tutti i popoli del mondo, quindi dopo questo ci sarà un altro governo in grado di rappresentare a pieno il paese che siamo, come bene o male lo sono stati tutti quelli che hai citato…
    L’unico cosa con cui non mi trovo in accordo col tuo ragionamento è quando dici che i vari scandali sessuali o presunti tali riguardino solo la sfera privata. Se non ci fossero tutti questi giri (o presunti giri) di mignotte, avrei molti meno dubbi su come hanno fatto a fare carriera la ministra della pubblica istruzione laureata fuori corso con 100/110, la bella ministra delle pari opportunità, la procace ministra del turismo, la graziosa ministra del territorio…di cui lungi da me qualunquismo o maschilismo, ma non mi ricordo interventi significativi durante i mandati a parte la legge Gelmini su cui ho la mia opinione chep referisco conservare (dico tutto con beneficio del dubbio, magari hanno fatto tante belle cose che ignoro)

    • 16 gennaio 2011 alle 08:14

      Condivido in pieno, non so se questo valga per tutti i popoli del mondo ma noi di certo abbiamo la classe politica che ci meritiamo. Berlusconi e gli altri non sono arrivati li solamente per iniziative proprie: nonostante i magheggi del cas…o ci sono milioni di persone che indiscutibilmente votano.
      Perciò ribadisco il concetto che Berlusconi non è il problema, ma solo una sua conseguenza.
      E in fondo quello che dici sulle nomine dei ministri credo sia un’opinione condivisibile, ma secondo me non riguarderebbe poi così tanto la sfera pubblica in quanto non credo che tutte le iniziative politiche prese dalla Gelmini & Co siano frutto della loro testa, ma credo che loro siano li solo come tappezzeria. Indipendentemente dal ministro, quello che sta succedendo sarebbe successo lo stesso. Certo è che nel mondo facciamo una figura infima, ma sia noi che loro ci abbiamo fatto ormai l’abitudine, Ruby o non Ruby…

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