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Hic sunt leones

Inutile negarlo, iniziare un post con una frase in latino fa sempre figo, ma ovviamente la scelta del titolo non è casuale. Esso, infatti, cita uno dei tanti, curiosi slogan che in questi giorni sono apparsi nelle manifestazioni contro una certa riforma di un certo ministro appartenente ad un certo governo. Dato che di parole sull’argomento ne sono già state dette in quantità, mi asterrò dal discutere i punti della suddetta riforma nonché qualunque questione legata alla politica.
Io sono uno studente universitario: come moltissimi altri, la mia routine è fatta di treni alle ore di punta, di giornate passate sui libri, della dicotomia ansia pre-esame e relax post-esame. Con alterni risultati, cerco sempre di dare il meglio di me in ciò che faccio. Poiché ritengo che la cosa mi riguardi direttamente, mi sono fatto una data idea sulla riforma di cui sopra, che come è giusto che sia può non essere condivisa da tutti. Ed è così che qualche giorno fa ho preso parte, assieme ad alcuni compagni di corso, al corteo che si è snodato per le vie della capitale: via Ostiense, Fori Imperiali, corso Vittorio, Lungotevere, via del Corso, Muro Torto, sempre e costantemente sotto la pioggia, attirando su di noi le più atroci bestemmie da parte degli sventurati automobilisti. Alla fine la mia dose di disagi l’ho beccata anch’io, dato che dovevo prendere un treno proprio pochi minuti dopo l’occupazione dei binari della stazione Termini.
Arrivo al punto: oltre che enormi quantità d’acqua, su quei manifestanti, su quegli studenti miei pari, sono piovute anche dichiarazioni quantomeno stravaganti da parte di alcuni personaggi pubblici. Ad esempio, e cito, “sono tutti dei centri sociali e fuori corso”. Ora, io non ho mai fatto parte di un centro sociale, inoltre non sono un attivista né posso definirmi facinoroso, e comunque sono laureato ed in corso, così anche i miei compagni, per non parlare poi dei ricercatori coi quali mi è capitato di aver a che fare durante i miei studi. O anche: “questi qui sanno solo fare casino, non sono in grado di formulare qualche proposta seria”: a me però non risulta che a NESSUN politico ultimamente sia venuto in mente di venire nella mia università (contrariamente a quanto accade per alcuni istituti privati) per ascoltare la voce di chi, molto più di me è impegnato sull’argomento. Perciò, mi sento un po’ preso per il culo.
Ma chi mi conosce sa che sono un tipo suscettibile, e immagino che ad altri queste cose faranno un effetto diverso. Tuttavia, uso queste ultime due righe per rivolgere un plauso a me stesso a e a tutti gli altri ragazzi: stanchi, bagnati, ora anche dileggiati, ma comunque convinti della genuinità della propria idea.

  1. 5 dicembre 2010 alle 20:09

    Benvenuto ElTuna!

  2. Niccolò stella
    7 dicembre 2010 alle 18:22

    pienamente d’accordo con te! anche io sono uno studente universitario(ancora per poco spero :D) e ho manifestato qui a pisa! gli studenti che son rimasti a casa son semplicemente passivi o figli di papà ma in tutta italia ci siamo mossi in tanti per far sentire il nostro disprezzo verso questo attacco al diritto allo studio e alla cultura. Basta ricordare che gli stessi che hanno detto che noi siamo solo fuori corso dei centri sociali hanno anche detto che la cultura non da da mangiare…

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