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Alla ricerca del contraddittorio

Dopo la partecipazione di Beppino Englaro e Mina Welby alla seconda puntata di Vieni via con me, riparte in Rai l’annosa questione del contraddittorio già proposta la scorsa settimana con il ministro degli Interni Maroni che ha avuto diritto di replica dopo le parole di Roberto Saviano sulla mafia al Nord. Per la puntata del 29 Novembre il Cda ha avanzato la richiesta di uno spazio per le associazioni pro-vita.
In linea col modello della trasmissione, Beppino Englaro, padre di Eluana, aveva letto “l’elenco delle cose che i suoi genitori hanno sempre saputo di lei”, anche dopo il tragico incidente che l’ha costretta in stato vegetativo per 17 anni a patire “una continua profanazione del suo corpo”. Mina Welby, moglie di Piergiorgio, aveva elencato le cose dette dal marito “nel giorno più bello della sua vita”, quello della morte, dopo una lunga battaglia per il diritto all’eutanasia.

Intollerabili per Fazio e Saviano le richieste del Cda respinte con un deciso rifiuto, in quanto accogliere repliche a favore della vita “significherebbe avallare l’idea, inaccettabile, che la nostra trasmissione sia stata pro-morte”. Sgradito agli autori soprattutto il concetto che ogni punto di vista debba essere sottoposto a un obbligo di contradditorio e accolto con ironia nella stessa Rai3 al programma della Dandini Parla con me dove ad inizio e fine puntata un cartello ha ricordato ai telespettatori che esistono 1.438.932.587 punti di vista differenti.

Dalla politica decise le critiche dal Pdl con in testa Gaetano Quagliariello, vice capogruppo al Senato che accusa gli autori di “presunzione intellettuale mascherata da innocenza narrativa” mentre Maurizio Gasparri, presidente del gruppo al Senato, ritiene che i conduttori offendano la loro intelligenza in quanto “non aperti al confronto”. Solidarietà dai partiti dell’opposizione. Oliviero Diliberto, il portavoce della Federazione di sinistra, parla di “imposizione autoritaria” da parte di Masi mentre Emma Bonino, vicepresidente del Senato della Repubblica, ricorda che “lo spazio dato al Vaticano e ai pro-life è infinitamente maggiore: basta vedere i dati del mese di ottobre del Centro d’ascolto dell’informazione radiotelevisiva”.

I movimenti per la vita sono stati ospitati al Tg1 delle 20 ed è stato annunciato che Bruno Vespa accoglierà nel suo salotto televisivo le storie di persone da anni in stato vegetativo, senza commenti di politici o esperti, dando così voce “a chi non l’ha avuta in altre trasmissioni”.

Ma il dubbio di una ricerca spasmodica che va oltre la qualità e oltre il vero contenuto delle trasmissioni resta, come resta la ricerca di un confronto necessariamente politico o ideologico, di un faccia a faccia che si protragga necessariamente fino alla proclamazione di un vincitore, anche quando, come in questo caso, si tratta solo di “raccontare una storia” senza nessuna presunzione o polemica.

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