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Con i peli del culo a batuffolo…

Purtroppo chi ascolta, o chi legge, spesso, non sta tanto a riflettere sul significato intrinseco di un’elucubrazione, ma si ferma all’estrinseco, reagisce a modo e ti manda a cagare! E se in quel caso è lui che ci fa la figura da pirla, tu hai comunque perso la tua battaglia, in quanto il vero destinatario della tua provocazione (credo sia inutile, infatti, provocare chi già sa ciò che vuoi dire e magari ne condivide anche le sfumature) volta le spalle e tu, anche se sveli il senso della vita, ti ritrovi a parlare da solo.
Inoltre, spesso capita che nonostante tu dica verità assolute e profonde, lo faccia in maniera tale da raggiungere la fetta più ampia possibile di pubblico e magari riesca ad accendere una flebile fiammella in quante più anime possibili, debba fare i conti con la vacuità di un tentativo vincente, ma, alla lunga, inefficace.
Will Hunting si rivolge ad un pubblico squisitamente americano: forse è una realtà sorprendentemente diversa dalla nostra, forse ha più punti in comune di quanti non se ne possa pensare. Forse le informazioni che arrivano al pubblico americano sono le stesse, forse quello che cambia è il modo di somministrarle. Ciò che oltreoceano hanno di diverso sono un numero propositamente più elevato di emittenti (da noi anche col digitale terrestre sono sempre 2), tra l’altro con editori differenti. Non hanno il Vaticano che insorge quando c’è Gesù a South Park, non hanno il Medioevo con i suoi retaggi bigotti e moralisti, promuovono lo sviluppo delle arti (cinema e musica ad esempio), hanno le migliori università del mondo e quel sogno americano che bene o male qualche volta si realizza.
Perciò forse potremmo considerarli più liberali.
Poi però pensi che hanno le lobby delle armi che decidono chi sarà Presidente, hanno un opuscolo dell’esercito che ti aspetta fuori scuola, se non hai l’assicurazione devi morire, se non hai i soldi finisci nelle peggiori università del mondo e se proprio non vuoi studiare allora puoi sempre andare a morire ammazzato in qualche guerra.
Perciò forse potremmo considerarli meno liberali.
Ed ecco che South Park diventa un ottimo prodotto per far tirar fuori milioni di dollari alle TV del globo e pazienza se un mucchio di americani lo guardano e ne traggono ispirazione, tanto l’utente a cui è diretto quel messaggio il più delle volte è un poveraccio di periferia che non ha i soldi ne per l’università ne per l’assicurazione, ma è contento perchè almeno in tv qualcosa riflette il suo livore verso qualcuno che lui non potrà mai essere. Poi un giorno troverà un giovanotto in divisa che gli illustrerà un mondo semplice e rapido per campare la sua famiglia e finirà i suoi giorni col culo bruciato chissà dove mentre difende la libertà di giovani rampolli che dalla loro stanzetta di Harvard dimenticano South Park non appena hanno spento la TV.
Non ho ancora ben capito quale sia la soluzione, ma quello che vedo è che, da loro come da noi, il messaggio arriva, forte e chiaro, e spesso viene anche compreso e condiviso, ma ad un certo punto il meccanismo si inceppa, le parole restano tali e i concetti astratti.

  1. 30 aprile 2016 alle 16:37

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