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L’enigma di Attilio Manca

Domenica 28 Novembre grazie ad un’iniziativa del Consiglio  dei  Giovani di Nettuno con a capo il suo presidente Valerio Scalia verrà presentato in Comune il libro L’enigma di Attilio Manca- Verità e giustizia nell’isola di Cosa Nostra, sulla misteriosa morte dell’urologo di San Donà di Piave.

Scritta dal giornalista spagnolo Joan Queralt nel 2008, l’opera è approdata in Italia solo nel 2010 con la traduzione di Olga Nassis, provocando una lunga serie di contestazioni.  Lo scrittore spagnolo si muove fra luci ed ombre di un caso che a distanza di anni lascia ancora sconcertati in molti. Attilio Manca, di Barcellona Pozzo di Gotto, era ancora un giovane medico quando fu trovato cadavere nella sua abitazione di Viterbo il 12 febbraio del 2004, vittima di un cocktail di droghe, alcool e barbiturici che spinsero all’archiviazione del caso ritenuto un suicidio. I genitori si opposero subito facendo luce sul fatto che il figlio potesse essere una vittima di mafia, eliminata per mantenere nascosto un intervento subito da Bernardo Provenzano a Marsiglia l’anno precedente. Inoltre la frattura del setto nasale e la volontà suicida di un brillante e giovane medico di grande successo destavano dubbi anche ai meno esperti del caso, senza contare che l’eroina era stata iniettata nel braccio sinistro di Manca che però era mancino come fatto presente più volte dai genitori. Numerosi fattori  legano il giovane medico all’operazione avvenuta a Marsiglia nella clinica “La Ciotat” a beneficio del capomafia fra cui le inequivocabili intercettazioni di Francesco Pastoia (trovato impiccato nella sua cella nel 2005) che parlava del viaggio di Bernardo Provenzano a Marsiglia nel 2003. Un alone di mistero circonda poi la figura del cugino della vittima Ugo Manca, legato alla criminalità organizzata ma totalmente ignorato dalle indagini, poi riaperte nel 2009.

Il testo, paragonato a Cronaca di una morte annunciata di Gabriel Garcia Màrquez per scorrevolezza e chiarezza nell’esposizione è nato dall’incontro fra l’autore e Angelina Manca, madre di Attilio. Queralt ebbe modo di conoscere il giovane medico tramite i racconti dei familiari e si sentì moralmente e editorialmente obbligato alla pubblicazione di un caso di interesse nazionale. Alle tante diffide subite hanno risposto a turno Antonello Mangano di Terrelibere.org e lo stesso autore definendosi “obbligati  a continuare a parlare di un libro che non fa altro che raccontare fatti”.

La presentazione di uno scritto troppo a lungo osteggiato e oscurato non può che far luce su una vicenda purtroppo nota a pochi ma estremamente significativa e rilevante, simbolo di  verità che, in ogni caso, non possono più essere nascoste.

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